Tecnica e interpretazione. L'arte del tocco

L’interpretazione dell’opera è l’oggetto della ricerca di ogni vero musicista, ma la  mancanza di una vera padronanza dei mezzi tecnici può rendere faticosa e frustrante questa ricerca vanificando le migliori intenzioni.
Talento ed intuizione non bastano. Gli aspetti meccanici e fisiologici del gioco pianistico devono essere analizzati meticolosamente e con rigore scientifico al fine di ottenere non solo l’agilità, il comfort, la “bravura” e la precisione che ogni pianista cerca, ma anche l’efficacia dei movimenti come “mezzi espressivi”.

La principale fonte delle mie conoscenze e del mio interesse per l’insegnamento della tecnica è stata la lunga frequentazione, come allievo e come assistente del maestro Fausto Zadra, grande pianista italo-argentino, allievo e continuatore dell’opera didattica di Vincenzo Scaramuzza. A lui devo la mia concezione della tecnica come arte del tocco: consapevolezza della gestualità finalizzata alla produzione del suono nelle sue molteplici sfumature dinamiche, timbriche e di articolazione.

La tecnica è così strumento raffinato per una lettura onesta e profonda delle Musica e quindi mezzo indispensabile al pieno sviluppo della personalità dell’artista.

 

 

Vincitore di tre Concorsi a cattedra per titoli ed esami, Filippo Balducci è attualmente docente titolare di Pianoforte e Didattica pianistica nell'ambito dei Corsi di Laurea di I e II livello del Conservatorio di Bari.

Assistente del M° Fausto Zadra al Festival del Mediterraneo di Cullera - Valencia ed all'Ecole Internationale de Piano di Losanna, e del M° Aquiles Delle Vigne al Bain de Musique Festival di Flaine, tiene corsi di perfezionamento pianistico presso l'Accademia "F. Chopin" di Lugano, l'Unione Nazionale Arti e Spettacolo di Monopoli, l'Associazione "Domenico Sarro" di Trani.

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